Zolfara Cozzo Disi

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Descrizione

La Zolfara Cozzo Disi (miniera di Cozzo Disi) è una miniera di zolfosituata in provincia di Agrigento, nei pressi del comune diCasteltermini: nel dettaglio, nella media Valle del Platani.

La miniera fu costruita a Montelongo, il cui proprietario era la famiglia Bastiglia. La data di fondazione è fissata prima del 1839.
Una volta scoperto il giacimento minerario e passata la proprietà da Bastiglia a Pace, il sito minerario divenne una delle più importanti miniere di zolfo italiane e anche l'ultima ad essere chiusa nel 1988, in seguito alla Legge Regionale n.34. Nonostante la chiusura, la miniera
di zolfo fu mantenuta fino al 1993 e, in seguito, iniziò lentamente a diventare un museo.
La Regione Sicilia ha definito nel 1991 (Legge Regionale n. 17) le linee guida per convertire la miniera di zolfo in un museo industriale e archeologico, anche se il processo di rivitalizzazione è ancora in corso.
Sebbene incompleta e non disponibile, la miniera di Cozzo Disi è già identificata come patrimonio culturale siciliano cruciale e parte del suo paesaggio originale, insieme a diversi manufatti e archivi, sono a disposizione di un pubblico più ampio.

 

 

Come già accennato, la miniera di Cozzo Disi nacque nel territorio di Casteltermini: il proprietario, il conte di Bastiglia, iniziò i lavori di scavo nel primo quarto del XIX secolo, dopo aver notato uno strato di zolfo che affiorava alla base di Montelongo.
Cozzo Disi divenne rapidamente una delle attività economiche più rilevanti dell'area del Platani, anche se segnata da numerose tragedie, tra cui il più grande disastro minerario italiano mai registrato. L'instabilità del sito portò lentamente alla sua chiusura negli anni '80.

 

"Il 4 luglio 1916, mentre i minatori di Cozzo Disi e Serralonga (già accorpati in un unico sito minerario) erano al lavoro, si udì un formidabile boato: ripetute esplosioni causate dal contatto tra solfuro, grisù e le lampade a fiamma portate dagli stessi operai.
Più di 80 lavoratori morirono a causa delle improvvise esplosioni. I tentativi di salvataggio furono improvvisati e maldestri e, per di più, fallimentari.

Verso la transizione e il patrimonio culturale post-minerario: Museo Cozzo Disi

Cozzo Disi è un esempio di rivalorizzazione, in termini di beni culturali, di un complesso post-minerario, segnato però dall'incertezza degli enti pubblici e delle amministrazioni comunali: il sito post-minerario attende ancora una piena inaugurazione a favore del turismo culturale
e della comunità locale.
Il Museo di Cozzo Disi è stato infatti istituito come "bene culturale di inestimabile valore" con la Legge Regionale n. 17 - 1991.
Gestito direttamente dalla Regione Sicilia per oltre 20 anni, è stato poi affidato al Comune di Casteltermini (Agrigento).
In 20 anni di attività di recupero, sono stati completati 4 interventi di riqualificazione in sotterraneo e 1 in superficie.
Nonostante gli investimenti, il complesso non è a disposizione dei
cittadini e non è fruibile come bene culturale nella sua interezza.

Come sottolineano i mediatori culturali del museo "in diversi siti minerari europei (...) sono stati creati percorsi sotterranei artificiali per soddisfare e quindi attrarre flussi di visitatori".

A Cozzo Disi i passaggi sotterranei esistono già e sono completamente accessibili: "basterebbe pulire le strade di accesso e attirare potenziali visitatori".

Allora, mancava qualcosa?

Come affermano i già citati Mediatori Culturali che si occupano di Cozzo Disi, "il turismo minerario in Europa assicura un flusso annuale di oltre 200.000 visitatori, con diversi picchi registrati in Belgio, Regno Unito, Polonia". Quello che manca è la visione progettuale da
parte dell'amministrazione pubblica, che non riesce a trarre esempio dalle buone pratiche europee di rivitalizzazione post-mineraria.
C'è anche una questione di tempi: le aree post-minerarie come Cozzo Disi sono costantemente a rischio di alluvioni. Senza adeguate misure preventive, rischiano di crollare completamente.
"Sarebbe una grave perdita che complicherebbe molto il futuro del Museo, oggi solo parzialmente completato": l'istituzione culturale sarebbe costretta a rinunciare definitivamente alla parte più prestigiosa del suo patrimonio, senza investimenti adeguati.

 

 

Bibliografia

Infantino S., The sulfur mine and its people: Montelongo-Cozzo Disi,
Tipografia Paruzzo, Caltanissetta, 2005
https://www.facebook.com/cozzodisi/?ref=page_internal
Pictures’ Credits: Associazione Museo Miniera Cozzo Disi
(Casteltermini, AG, Italia)

Parole Chiave

Zolfara Cozzo Disi, turismo, miniera, rivitalizzazione

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